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Cisl Fp: un sindacato come 'laboratorio dei servizi pubblici', per cambiare il futuro del lavoro pubblico

Un cambiamento coraggioso e responsabile quello che chiede con la federazione dei lavoratori pubblici il Segretario generale Giovanni Faverin, che dal terzo Congresso Nazionale della Cisl Fp in corso a Fiuggi lancia l'idea di un sindacato come "laboratorio dei servizi pubblici". Un sindacato nuovo per "cambiare il futuro del lavoro pubblico".
Oggi d'altra parte, -precisa Faverin nella sua relazione al terzo Congresso Nazionale della federazione- la sfida del cambiamento è già nei fatti, visto che "la crisi economica ha acuito gli squilibri e i ritardi presenti a livello di finanza pubblica, soprattutto dal lato delle uscite e che si sta imponendo una revisione dell'intero modello sociale e di welfare.
Per la Cisl Fp serve dunque un nuovo slancio nel riqualificare la spesa pubblica e nel costruire una nuova efficienza dei servizi al cittadino e alle imprese.
La posta in gioco -sottolinea ancora Faverin- è quella di riuscire a dar vita ad un nuovo modello sociale italiano, come evoluzione del modello sociale europeo e metter fine ai vincoli che rendono l'Italia una società bloccata. In Italia come altrove -spiega il segretario Cisl Fp- negli ultimi anni si è andata perdendo la capacità di tenere unite la crescita economica e la solidarietà sociale e sono invece aumentati i punti di criticità del sistema di welfare e le fratture nel rapporto tra i cittadini e la collettività.
Per il rilancio tre parole d'ordine secondo il segretario:
  • la prima è competitività:
Bisogna continuare a promuovere i valori dell'uguaglianza e dell'inclusività perché una società senza troppe disuguaglianze è anche più competitiva, e in questo senso la riforma delle amministrazioni e dei servizi pubblici è un fattore indispensabile.
  • La seconda è valutazione
Il sistema democratico, lo stato sociale, i sistemi locali di welfare possono essere fatti funzionare meglio se alla fine di una legislatura gli elettori possono giudicare chi ha governato e amministrato, e avere anche gli strumenti per "misurare" i servizi pubblici attraverso una comparazione nel tempo.
Valutazione dell'operato delle persone (politica, management, dipendenti e professionisti in servizio), valutazione della performance delle strutture e valutazione della soddisfazione dei cittadini rispetto ai servizi pubblici. "La grande scommessa - dice Faverin - sarà quella che riguarderà l'organizzazione delle strutture e la partecipazione dei lavoratori all'aumento della produttività e avrà ad oggetto l'introduzione di strumenti di valorizzazione del merito, di incentivazione del contributo individuale, professionale e collettivo rispetto all'andamento delle strutture. Ma per realizzarla serve la partecipazione dei corpi intermedi della società e quindi del sindacato
.
  • La terza, attenzione ai costi:
superamento della spesa storica come richiesto dalla legge delega sul federalismo fiscale e finanziamento delle funzioni pubbliche attraverso i costi standard, in modo che i servizi erogati da ogni amministrazione siano parametrati sulla base di criteri di efficienza e di obiettivi di servizio. Una innovazione importante tanto quanto l'autonomia impositiva dei vari livelli di governo, il mantenimento del principio di solidarietà o la nuova responsabilità locale nel prelievo e nella gestione delle risorse che dovrà caratterizzare l' assetto federale. "L'attuazione del federalismo - sostiene la Cisl Fp - sarà utile se riuscirà a produrre nel sistema un risparmio di risorse e non un aggravio di spesa. Valorizzando la dimensione locale, aumentando il controllo dei cittadini sulla gestione pubblica e invertendo la tendenza all'allargamento dei divari regionali.
(Fonte Cisl Torino)

14 / 05 / 2009





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