Disegno di legge 1441-quater-B vera e propria controriforma del diritto e del processo del lavoro 25 / 01 / 2010 - “Il disegno di legge 1441-quater-B, recante “Delega al Governo in materia di lavori usuranti e di riorganizzazione di enti, misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”, da oggi in discussione in aula alla Camera, contiene una vera e propria controriforma del diritto e del processo del lavoro”.
E’ l’allarme lanciato dal segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni.
Il disegno di legge -spiega il dirigente sindacale- prevede un meccanismo di certificazione che potrà riguardare singoli aspetti del rapporto di lavoro, anche in deroga alle norme dei CCNL, e non più solo limitato alla sua qualificazione giuridica: una specie di contratto individuale. Si prevede di poter demandare sempre attraverso la certificazione ad un arbitrato le controversie, quindi anche in deroga al rispetto di leggi e contratti collettivi. Si vorrebbe togliere così la tutela dei lavoratori alla giustizia ordinaria e comunque si vuole depotenziare il ruolo del giudice del lavoro tentando di relegarlo al puro accertamento del presupposto di legittimità dei provvedimenti datoriali, non riconoscendogli il potere di applicare le leggi secondo i principi costituzionali di adeguatezza e non discriminazione. Una sproporzione evidente fra i diritti del lavoratore e quelli del datore di lavoro, solo a favore del ruolo dell’impresa, una concezione in cui il lavoro diviene sempre più un puro fattore della produzione.
Secondo Fammoni:
si capovolgono così i fondamenti del diritto del lavoro nato per tutelare il più debole e si tenta, capito che la via diretta non è praticabile, di aggirare norme di tutela come quelle dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. E’ vero -aggiunge- che la disposizione non toglie al giudice la possibilità di far riferimento ai principi generali dell’ordinamento, ma l’effetto deregolatorio e di pressione di queste nuove norme risulterà enorme e decisivo.
Sono scelte inaccettabili -conclude il segretario della CGIL- denunciate da tante iniziative e prese di posizione di giuristi, costituzionalisti, avvocati e magistrati. Scelte ideologiche a cui reagiremo con le forme di iniziativa possibile: dall’informazione alle persone, all’attivazione di tutti gli uffici legali, dal ruolo della contrattazione alla mobilitazione, al ricorso alla Corte Costituzionale. Questo governo, invece di pensare a tutele nella crisi per i lavoratori, usa la crisi per programmare un ulteriore aumento della precarietà e della instabilità del lavoro.
(Fonte Cgil)
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