Sciopero gruppo Eni e settore chimico-farmaceutico. Presidi a Roma e a Milano (24 giugno) Mercoledì 24 giugno 2009 è sciopero nazionale di otto ore in tutte le aziende italiane del settore chimico-farmaceutico e del Gruppo Eni. Previsti a Roma due presidi, rispettivamente alla Presidenza del Consiglio dei ministri e presso la direzione generale di Eni, il terzo a Milano davanti la sede di Federchimica, l'associazione degli imprenditori del settore: lo hanno deciso gli esecutivi dei sindacati dei chimici Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil che -in apertura dei lavori- hanno osservato un minuto di silenzio in ricordo delle tre vittime sul lavoro nella raffineria “Saras” di Sarroch, a Cagliari. I sindacati rivendicano dal Governo italiano, senza più alcun indugio, un piano industriale serio di rilancio del settore e l'apertura di un immediato confronto tra le parti
affinchè si passi dalle parole ai fatti -dicono i segretari di Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil, Alberto Morselli, Sergio Gigli, Augusto Pascucci- e il Paese torni concretamente a ragionare sul futuro della chimica, in assenza del quale sarà inevitabile la dispersione di un significativo patrimonio di conoscenze tecnico-scientifiche e un ulteriore deterioramento della bilancia commerciale dei prodotti chimici, con conseguenze imprevedibili sull'occupazione e sul resto dell'economia industriale.
Le conseguenze della crisi -denunciano i sindacati- sono sotto gli occhi di tutti: licenziamenti, aumento a dismisura della cassa integrazione, mobilità, possibili chiusure di stabilimenti, mancate conferme di lavoratrici e lavoratori a tempo determinato, oltre a migliaia di addetti “a rischio” nell'indotto e nelle aziende in appalto. Il sindacato dei chimici -come nella sua migliore tradizione- non si ferma alla protesta ma avanza una serie di proposte sia al Governo che all'Eni.
Al Governo diciamo -chiedono tra l'altro Morselli, Gigli, Pascucci- di rispettare gli accordi di programma sottoscritti, assumere con determinazione l'impegno per una nuova fase industriale che metta in sicurezza il ciclo del cloro ed indichi all'Eni di investire per sviluppare tutte le attività industriali e di ricerca.
Insomma il sindacato intende incalzare il Governo e l'Eni al rispetto degli impegni sottoscritti e alla stipula di un piano industriale nazionale del settore degno di questo nome che salvaguardi la produzione, i siti industriali, l'occupazione, per non disperdere la cultura di conoscenze e competenze, vero patrimonio del Paese.
(Uff stampa Filcem Cgil)
04 / 06 / 2009
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