Tagli editoria, denuncia CGIL 19 / 01 / 2012 - “L'andata a regime di tagli insopportabili all'editoria rappresenta una vera e propria pietra tombale. Lo abbiamo con tutte le forme possibili denunciato e avevamo purtroppo ragione”.
E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, nel criticare l'esclusione dal decreto milleproroghe dei fondi all'editoria.
Per il sindacalista “così si certifica la chiusura, già iniziata, di tante aziende editoriali e si dà un colpo durissimo, insopportabile, all'occupazione e alla libertà di informazione. Le conseguenze sono il tracollo di un settore che fattura 500 milioni di euro, migliaia di lavoratori licenziati, in mobilità o in Cig sia nelle testate che nell'indotto (produzione carta, grafica, distribuzione). Si riveda questa decisione nel milleproroghe il Governo, che non può lavarsene le mani, annunci un immediato decreto che dia la possibilità alle tante realtà editoriali di non chiudere”.
Secondo Fammoni “nel 2012, anzi entro pochi mesi del 2012 si può fare la riforma dell'editoria. C'è la disponibilità di tutti gli operatori del settore. Sarebbe una colpa davvero grave se per un settore pronto ad una riforma strutturale si preferisce invece la chiusura. Ritardi non sono possibili, perché se non c'è immediata soluzione, almeno per il 2012, le banche cesseranno ogni finanziamento e alle testate purtroppo già chiuse se ne aggiungeranno tante altre e perderemo migliaia di posti di lavoro. La giusta mobilitazione di tutti gli operatori del settore deve avere una risposta positiva e i contributi di queste testate che sono il lievito di quella informazione pluralistica che è vitale per il paese come giustamente dichiarato dal Capo dello Stato, non devono sparire”, conclude.
(Fonte Cgil)
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